♣ Life ♣

Discriminazione femminile all’autogrill!

Lo scorso week end l’ho passato con le amiche.
Siamo andate in una SPA vicino Padova, e sono felicemente rilassata e sbruciacchiata dal sole.
Eravamo in 4. In due siamo partite da Milano, e le altre due le avremmo trovate in Veneto.

Da Milano a Padova siamo andate in macchina, e a metà strada ci siamo fermate per caffè, pipì e benzina.
Abbiamo voluto viziarci e siamo andate nel distributore lato “servito”. Non lo facevo da anni credo.
Arrivo, fermo la macchina la spengo (lo scrivo perchè da quando ho la macchina col cambio automatico non è così “automatico” ricordarmi di spegnerla…) e abbasso il finestrino.
“Normale o Supreme?”
“Normale grazie”
“è sicura?? Non è meglio Supreme?”
“…..no grazie, sono sicura.”

Il tizio si sposta sul davanti dell’auto e mi lava il parabrezza.
Cosa apprezzatissima, visto che due giorni dopo che ¥ mi ha lavato l’auto (l’ho adorato) le divinità ci hanno regalato una deliziosa pioggia di sabbia (l’ho detestato..).
Dopo aver gentilmente lavato il parabrezza il solerte benzinaio è tornato alla carica:
“signora controlliamo i livelli?”
“no grazie””è sicura”
Ecchecca##o…. “si, sicurissima, grazie mille”

Uff!!
Ho pensato che effettivamente tutte le volte che ho viaggiato da sola o con altre donne, è sempre stato più o meno così. Viene automatico da parte del benzinaio “provarci” perchè probabilmente si aspetta che la dolce fanciulla, ottenebrata dalla sua stupida femminilità ci caschi e si faccia cambiare il motore lì, sull’A4.

E poi è partito un ricordo…
Quando ero ragazza guidavo una formidabile Fiat UNO bianca con impianto a GPL.
La stessa macchina richiedeva da parte mia che io fossi in grado di fare il minimo sindacale della manutenzione (controlla acqua e olio) anche perchè per lavoro all’epoca facevo circa 2000Km a settimana.
Di fatto io andavo un po’ oltre il minimo sindacale, perchè mi ero voluta cimentare da sola al tagliando, facendo addirittura il cambio dell’olio (poi ho considerato che lo sbattimento era decisamente oltre quello che volevo dedicare io alla questione, e ho delegato a mio fratello o al mio fidanzato dell’epoca).
Ricordo quando per lavoro ero in autostrada in direzione Orvieto, e mi fermai per mettere il GPL in una stazione di servizio.
Anche all’epoca il benzinaio dopo aver attaccato la pompa per il rifornimento mi lavò il parabrezza, e finito di pulire il vetro, ricordo il mio stupore, prese una spugna e mi lavò anche i fanali dell’auto.
Ero decisamente senza parole. Ad un certo punto l’uomo mi ha chiamata dicendo di aprire il cofano con un tono di urgenza tale che lì per lì gli diedi retta.
Gli andai vicino e c’era tutto il paraurti fradicio di acqua, e lui che mi diceva “qui è tutto rotto, il radiatore è andato! s’è rotto tutto”.
Ha allungato la mano verso il tappo del radiatore, e io non ho fatto in tempo a fermarlo.
Voi avete mai aperto il tappo di un radiatore di una macchina con problemi di acqua calda?
Io si.
La procedura è: non fatelo.
L’acqua bollente o il vapore che schizza fuori non è piacevole.
Dicevo, non ho fatto in tempo a fermarlo, ma è anche vero che la mia macchina non aveva alcun problema, e infatti ha aperto il tappo senza che nemmeno ci fosse un puff di sfiato.
A quel punto il benzinaio ha continuato a dire “qui è tutto rotto, bisogna cambiare tutto, il radiatore è rotto”.

Non ho mai provato tanto disgusto per una persona.. O forse si, ma in ogni caso quell’uomo lì era veramente un disgustoso impostore.

L’ho guardato con disprezzo, e gli ho detto “cortesemente, può chiudere tutto e mi dice quanto le devo per il pieno?”
Ha capito al volo, ha chiuso, si è fatto pagare e me ne sono andata.

Ogni tanto ci ripenso con fastidio… Chissà quante volte sarà riuscito a fermare qualcuno (qualcunA?) per lavori totalmente inutili da fare con urgenza..!!

 

3 commenti

  • trentazero

    Non c’entra nulla ma prima di partire per l’Australia mi si ruppe la macchina.
    Un danno da 800 euro.

    Volevo morire visto che dovevo venderla da li’ a 10 giorni.

    La portai dal meccanico autorizzato, quello del brand, che mi presento una grossa fattura.
    Aveva cambiato le candele, mi dice.

    E poi inizia a parlare di quanto facciamo bene ad andarcene, che l’Italia e’ morta. Che lui ha 50 anni ha un lavoro precario e via dicendo.

    Quando saliamo in macchina ci dice “ah, quella spia non e’ andata via, dovete andare dall’elettrauto per quella”.

    Aveva cambiato le candele per farci pagare qualcosa.

    Ero tanto solidare con lui, la sua storia di precarietà mi aveva colpito ma faceva schifo.

    • klelia

      C’è sempre chi ci prova.. la cosa più assurda è quando ci provano spudoratamente, o come nel tuo caso magari, senza nemmeno rendersi conto di essere proprio ciò di cui parlano male! Non so se sia l’Italia (magari dimmelo tu, io ho girato veramente poco!) ma è la parte più spiacevole dell’essere umano!!

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